Bolliti misti

Bolliti misti

Nella tradizione contadina la prima cosa che una massaia faceva era quella di mettere una pentola d’acqua sul fuoco per il brodo, uno dei prodotti essenziali della cucina casalinga. Questo rappresentava sia la base per le diverse zuppe (prima portata di ogni pasto), sia l’elemento indispensabile per cucinare i brasati, gli stracotti, ma anche le verdure e gli animali da cortile, preparati in un tegame quasi fossero un “arrosto morto” (quello vero – carne in forno o allo spiedo) era riservato alle grandi occasioni. Preparare il brodo garantiva un nutrimento a basso prezzo, grazie all’utilizzo di verdure (cipolle, carote, sedano, prezzemolo, pomodori, patate), e ossi o tagli minori delle carni. Data l’abbondanza di ingredienti, era normale che qualcosa avanzasse, e con le carni bollite si faceva il lesso rifatto (stufato con cipolle e aggiunta di pomodoro) o le polpette ( MONDEGHILI).
Al brodo sono sempre stati riconosciuti sia piaceri gustativi che doti curative. Già nella Parigi del ‘700, esistevano dei locali pubblici adibiti alla degustazione del brodo e solo di quello, cioè i “bouillons”. Oltre al brodo, questi curiosi ambienti avevano la possibilità di offrire la carne che era servita per farlo. Con il tempo alcuni bouillons montarono l’insegna “restaurant”, per evidenziare lo scopo della funzione di “ristorare”. All’inizio l’offerta dei restaurant era limitata da leggi rigorosissime ai soli “bolliti”, successivamente con la Rivoluzione Francese venne ampliata a tutti i piatti cucinati. Insomma è anche al brodo che dobbiamo la nascita degli attuali ristoranti.